5 regole per scrivere una tesi di laurea in giurisprudenza chiara e a prova di revisione!


Diciamoci la verità, parlare e scrivere sono due mondi completamente diversi e mettere nero su bianco gli esiti di uno studio, come accade quando dobbiamo scrivere una tesi di laurea in giurisprudenza, ci risulta più difficile.

Finita la scuola, infatti, sono poche le occasioni in cui siamo chiamati ad elaborare testi scritti e, quando accade, proviamo un po’ di smarrimento. La tesi di laurea, ad esempio, è uno dei primi banchi di prova e puntualmente, nonostante ricerche approfondite e settimane di studio, il prof. ci boccia i capitoli, ci chiede integrazioni e ogni volta abbiamo la sensazione di dover cominciare da capo.

È vero che il “gusto” è soggettivo, ma per un buon elaborato la chiave è sempre la chiarezza e per chiarezza intendo la linearità del ragionamento, accompagnare il lettore per mano in modo che non si perda nei meandri delle nostre elucubrazioni. Un conto è scrivere un libro, un conto è scrivere una tesi di laurea in giurisprudenza: non deve esserci un flusso di coscienza e l’iter del nostro ragionamento deve essere lineare e far capire a chi ci legge qual è l’obiettivo dell’approfondimento che abbiamo condotto.

Ecco alcune regole da seguire che ho sperimentato nella mia lunga esperienza come autrice e come tutor nella redazione di tesi di laurea.

Se inizi ad affrontare un aspetto della tematica, evita di tornarci in un momento successivo: si tratta di un errore frequente che disperde le informazioni in punti diversi della trattazione e genera confusione in chi legge.


3. Non dare mai nulla per scontato.

Anche se chi ti legge è il prof., scrivi come se ti stessi rivolgendo a una persona che non conosce l’argomento, non omettere spiegazioni e precisazioni se queste servono a comprendere fino in fondo le premesse del tuo ragionamento. Anche le persone più preparate e competenti su una determinata tematica soffrono di cali di attenzione: le omissioni e le frasi criptiche possono far perdere il filo del ragionamento. 


4. Utilizza il presente storico.

Scegliere il tempo verbale è importante. L’uso del presente storico in tutta la trattazione rende il discorso più scorrevole, coinvolgente e meno confuso, evitando i cambi di tempi verbali.

5. Evita lo sfoggio di erudizione.

Un linguaggio eccessivamente aulico ed erudito può essere controproducente. Il linguaggio da utilizzare deve essere senz’altro tecnico e preciso, ma deve essere anche chiaro, fondato su periodi brevi e non sfociare in un inutile sfoggio di erudizione. Il tuo obiettivo non è quello di impressionare il lettore, ma fare in modo che ti segua nel ragionamento e maturi una propria opinione sulla tematica trattata.

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